La nostra carta whisky è cresciuta nel tempo, grazie a incontri, corsi e viaggi. In particolare, con il contributo di Davide Terziotti — uno dei riferimenti italiani sul tema — con cui abbiamo costruito degustazioni e momenti di approfondimento.
E poi c'è la parte più importante: andare a vedere le cose da vicino. Abbiamo visitato distillerie in Scozia, come Laphroaig e Talisker, e realtà italiane come Strada Ferrata.
Torbato, complesso, paradossale.
Marino, speziato, con carattere.
Tradizione scozzese, raffinato
Spiritico celtico, carattere oceanico
Il whisky può sembrare complicato. In realtà basta una mappa semplice.
Più dolci, più facili, perfetti per iniziare. Il bourbon americano e molti irlandesi stanno qui.
Qui cambia tutto: ogni zona ha un carattere diverso. Eleganti, strutturati o decisamente torbati.
Meno tradizione, ma spesso grande personalità. Realtà che interpretano il whisky a modo loro.
Il whisky non è uno spirito da trangugiare. Richiede il giusto bicchiere, magari qualche goccia d'acqua per aprirne gli aromi, e soprattutto il giusto tempo.
Un momento per staccare e apprezzare le sfumature che ogni distilleria sa offrire, goccia dopo goccia.
C’è chi ama i whisky morbidi, chi cerca quelli torbati e intensi, chi vuole qualcosa di più elegante. Non esiste una risposta giusta, esiste il percorso.
Vaniglia, caramello, frutta secca. Bourbon e molti single malt fruttati. Il punto di partenza più naturale.
Spezie, legno, complessità. Single malt delle Highlands e Speyside. Per chi vuole profondità senza eccessi.
Fumo, salino, iodio. Islay e dintorni. Non per tutti, ma per chi li ama — non si torna indietro.
Ti facciamo qualche domanda, capiamo da dove partire e costruiamo insieme un assaggio che abbia senso. Anche se non hai mai bevuto whisky in vita tua.
Passa, dicci cosa ti piace bere di solito… e troviamo il tuo primo whisky.